venerdì 18 aprile 2008

mercoledì 16 aprile 2008

lunedì 31 dicembre 2007

sabato 29 dicembre 2007

In tempo per le feste...



(...e grazie a chi ha atteso...)

martedì 20 novembre 2007

Sciopero

La Writers Guild of America è in sciopero da giorni: a rischio serie famose come Dr House e Grey's Anatomy e pellicole quali Angeli E Demoni di Ron Howard, tratto dal romanzo di Dan Brown.

Cazzo, speriamo scioperino a lungo.

martedì 13 novembre 2007

Tuo malgrado.

Scopri di essere ineffabilmente snob quando al sentire un ultrà usare il termine tout court alzi con sorpresa il sopracciglio. Tuo malgrado.

Scopri di avere acquisito dei tragici distinguo rispetto alla tua ideologia storica quando, dopo una domenica come questa, senti le chiacchiere circolari di sociologi, psicologi e massmediologi e ti ritrovi a chiederti "ma buttare semplicemente via la chiave?". Tuo malgrado.

Ti amo campionato.

Una rubrica del Mucchio Selvaggio ha come sottotitolo la frase: "Abbiamo perso il gusto dell'indignazione". Mai come in questo caso sarebbe una frase adatta...

[Questa mi sa che dovete ingrandirla, eh. Basta cliccarci sopra.]

domenica 11 novembre 2007

Breve fenomenologia di Beppe Severgnini

Nemmeno i tuttologi sono più quelli di una volta. Un tempo avevamo quel distinto e sottilmente sardonico signore chiamato Umberto Eco (che, per nostra fortuna, è tanto silente sul piano massmediatico quanto effettivamente attivo nei suoi ambiti abituali); oggi a noi sventurati tocca Beppe Severgnini.
Bruttino-forte credendosi seriamente belloccio e/o interessante, fintamente umile quando la modestia di spirito non sanno fingerla nemmeno gli assi della recitazione, noioso e prevedibile nei dialoghi (con le sue pause studiate al secondo), Severgnini è l'uomo adatto per i nostri tempi: un qualunquista che ha saputo mettere a coltura intensiva la sua assoluta flessibilità di opinioni.
Per Severgnini tutti coloro che incontra nei suoi viaggi - generosamente finanziati dalle sue sovrabbondanti sortite nei media - o nelle sue variegate esperienze diventano l'occasione per esercitare una "wit art" che, ahilui, non riesce manco pe gnente ad affiancarsi al temperato e caustico humour inglese. Severgnini parla di tutto, conosce tutto (dalle abitudini italiane alla lingua italiana, dagli italiani nel mondo al mondo per gli italiani), e lo conosce così bene che non ha neanche bisogno di parlarne approfonditamente: si rimane costantemente sul pelo dell'acqua, tanto tu sai che lui sa (e presumibilmente sa molto più di te).

Come ogni qualunquista, Severgnini preferisce i tipi: ha una predilezione particolare per il dileggio dei propri compatrioti, giochino stantìo che da noi si trascina con pochi aggiornamenti ormai da un cinquantennio, ma non disdegna il tifoso-tipo, il politico-tipo, il luogo-tipo (con gran risalto, va da sè, ai non-luoghi che designava Augé) e via dicendo. Nell'era dell'individualismo, Severgnini comodamente associa e rimpasta tutto e tutti, facendo grandi fasci d'erbe al mero scopo di cavare dal consunto cilindro un nuovo libro, una nuova trasmissioncina, un nuovo articolo, un nuovo podcast.

Eh sì, perché nemmeno il podcast ci risparmia, il Beppe: figurarsi, da bravo presenzialista, se tralasciava il web. Un sito tutto suo, ovviamente bilingue, con la sua opera omnia (tra le pubblicazioni imprescindibili del Nostro segnaliamo: "Interismi", "Altri interismi", "Tripli interismi"; "Italiani si diventa", "Italiani con valigia", "La testa degli italiani"; "L'inglese" e dulcis in fundo "L'Italiano. Lezioni semiserie") ed una gallery di ben sessantasei (66!) foto, forse perché il culto della personalità rientra appieno nei difetti dei suoi connazionali e lui non vuol mica far affondare gli stereotipi cui deve premi e carriera.
E' iperattivo, Beppe - forse cosciente del fatto che il qualunquismo può andare intensamente di moda, ma non per tantissimo: meglio capitalizzare - e non può quindi che apparire in ogni rivista, su ogni rete, dovunque ci voglia un'opinione all'acqua di rose. Le sue frasette autocompiaciute, i suoi calembour da secondo liceo sono il sale di ogni minestrina tv, la sua zazzera biancastra è la costante di qualsiasi talk-show che come linea editoriale abbia l'ignavia più completa.

Severgnini è l'uomo che parla di cose già dette, che esprime con ironia già vecchia stereotipi già marciti. E' l'omino che, ad ascoltarlo troppo, sostituisce la tua capacità di discernimento e di libera opinione con un placido vuoto intellettuale, bisbigliandoti all'orecchio che, insomma, perché prendersi il disturbo di analizzare una ad una le peculiarità di ciascuno, quando puoi riportare tutto e tutti dal particolare al generale, per di più strappando pure qualche ghigno a denti stretti del pubblico pagante?
E lo fa con il furbo sorrisetto di chi pare abbia grande coscienza di sé e del mondo che lo circonda, ma alla resa dei conti non ha davvero nulla di originale da dire. Quel nulla di originale da dire che, guarda un po' il paradosso, è ormai caratteristica comune a quasi tutti gli opinionisti nostrani.

sabato 3 novembre 2007

lunedì 29 ottobre 2007